
Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, lo conosciamo tutti. Prima socialista, poi berlusconiano, in questi ultimi tempi ha infilato una serie di ‘dichiarazioni perle’ che fanno impallidire persino quei simpaticoni di Bossi e Calderoli.
Ecco un breve elenco, in ordine sparso.
A proposito del referendum a Mirafiori. «Altro che scellerato, l’accordo sullo stabilimento Fiat di Mirafiori consente un investimento ingente e un aumento dei salari, è un accordo che può fare scuola».
Ancora a proposito di Mirafiori. «Nella vicenda torinese della Fiat non c’è un regresso nelle condizioni di lavoro o nell’esercizio dei diritti, ma il venir meno di una impropria funzione sindacale, quella di mettere il veto all’adattamento dei moduli di produzione. È ragionevole supporre che nel caso di una vittoria dei no a Mirafiori, l’investimento non si faccia. Marchionne ha dimostrato di essere uomo di parola nel bene confermando l’investimento di Pomigliano d’Arco, ma potrebbe essere altrettanto uomo di parola di fronte ad un esito negativo a Torino. Mirafiori potrebbe essere l’altra vittima della razionalizzazione Fiat oramai parte di un sistema multinazionale».
Riguardo alle famiglie. «Senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive che però riguardano una dimensione privatistica, le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione».
Ancora sulle famiglie e i giovani. «Una delle cause della disoccupazione giovanile in Italia? Avere ‘cattivi maestri’ e ‘cattivi genitori’. È necessario rivalutare il lavoro manuale, l’istruzione tecnica e professionale evitando che una scelta liceale sia fatta per sola convenzione sociale e magari non vedendo che un giovane ha l’intelligenza nelle mani».
Ieri sera lo ha intervistato il Tg3 delle 19. La giornalista gli ha chiesto cosa pensasse del fatto che il cardinale Bagnasco avesse chiesto “maggiore sobrietà e legalità” al governo, con chiaro riferimento agli scandali sessuali che stanno colpendo il Presidente del Consiglio (“La collettività guarda sgomenta gli attori della scena pubblica, e respira un evidente disagio morale”). Sacconi ha risposto che la dichiarazione di Bagnasco non era rivolta a Berlusconi.
Poi gli è stato chiesto cosa pensasse della dichiarazione del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia a proposito dell’attività del Governo (“Nei primi mesi della crisi il governo ha tenuto i conti pubblici a posto, ma ora serve di più: da sei mesi a questa parte l’azione del governo non è sufficiente”) e il ministro, in sintesi, ha detto che la Marcegaglia non aveva mosso critiche al Governo.
È proprio vero che se uno ha la faccia tosta, ce l’ha in tutte le situazioni. Evviva la coerenza.