Alla fine del mese

Ogni tanto leggiamo sui giornali, o ascoltiamo in tv, che la disoccupazione in Italia è in aumento, che le attività commerciali e le aziende chiudono, che le famiglie italiane non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese.
Ieri abbiamo saputo che il reddito da lavoro non è sufficiente per il 65% delle famiglie e che, per vivere, si ricorre ai risparmi di una vita.
Nessuno però dice che tutte queste cose hanno un comune denominatore: le riforme del lavoro di questi ultimi anni, gli sprechi nella pubblica amministrazione, lo sperpero e la cattiva gestione nelle aziende private.
È a causa di scelte sbagliate e di interessi molto personali nella gestione della cosa pubblica e di quella privata che si è giunti qui.
Ma di quanto si potrebbero alzare gli stipendi di chi già lavora, e quante persone si potrebbero assumere, se non si liquidassero più i superbonus ai manager, se non si buttassero via i soldi dello Stato, se non si pagassero pensioni e vitalizi a chi ha versato contributi in misura nettamente inferiore a quanto adesso sta ricevendo, se si vivesse e lavorasse con onestà?






