Speranze

Giovedì 28 febbraio, alle ore 20 (ma poi chissà perché è stata fissata un’ora esatta, come se avesse da timbrare il cartellino), Joseph Ratzinger si dimetterà dall’incarico pietrino, in pratica non farà più il papa.
Ufficialmente Benedetto XVI si accomiaterà perché anziano, stanco (“non ho più forze”) e dunque non più capace di svolgere il suo compito nella maniera che quel ruolo richiede. Su qualche giornale, invece, si fa allusione ad intrighi vaticani come vero motivo del suo passo indietro.
Non so quale delle due versioni sia quella vera, ma anche lo fosse la seconda, il suo andarsene sarebbe comunque dovuto alla stanchezza, all’incapacità di contrastare questi presunti intrighi. Dunque, un Papa che lascia “per il bene della Chiesa”.
Ci pensate che bello sarebbe se oggi, da un altro personaggio, bassino, con le orecchie grandi e i capelli dipinti sul capo, arrivassero parole simili? “Lascio per il bene dell’Italia”.
Sono sicuro, purtroppo, che la mia sarà una speranza disattesa…




Il Governo Berlusconi sembra avere ormai, se non le ore, quanto meno i giorni contati.

