
I giornali e i siti di questo weekend hanno dato grande risalto a quanto scriveva fino a qualche mese fa sul suo blog il neoministro dell’agricoltura Saverio Romano.
“Desidero essere ricordato come uno che non ha mai cambiato bandiera”. 11 settembre 2010.
“Leggo già da diversi giorni di un mio inserimento in una lista di futuri sottosegretari del governo, ma è evidente che si tratta di fantasticherie. È chiaro che il premier ha tutto l’interesse a cavalcare l’onda del dissenso che ho espresso all’interno dell’Udc, ma la mia è una posizione politica dettata dalla voglia di dare un contributo alla crescita del nostro Paese. Non so quindi se piangere o ridere davanti a ciò che hanno scritto i giornali in questi giorni”. 24 settembre 2010.
Sappiamo tutti com’è finita, e, se penso all’incoerenza dei due pilastri di questo Governo, la cosa non mi sorprende. Eccovi qualche perla.
Bossi su Berlusconi. “L’uomo di Arcore mostra le stesse caratteristiche dei dittatori, perché insiste nella sua volontà di non ritirare l’infame decreto Biondi che mette in libertà i peggiori ladri, concussori, corrotti, ricettatori”. 1994.
“La caduta del suo governo? Berlusconi venga da me, che gliela spiego io…! Sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l’ho abbattuto”. 1998
“Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Ce lo spieghi, il Cavaliere. Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani al Nord che sono morti a causa della droga”. 1998.
“Berlusconi ha avuto una fortuna straordinaria nel fare tanti soldi in così poco tempo. E per di più, passando dalla tessera 1816 della P2 e dai salvataggi che il suo amico Bettino Craxi ha più volte fatto al suo impero televisivo. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini. Quella fondata anche da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che alla fine riuscì a mettere le mani su tutto l’istituto di credito. E in quella stessa Banca, dove lavorava anche il padre di Silvio, c’erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra”. 1999.
Berlusconi su Bossi. “Bossi è un vero e proprio incidente di percorso sulla strada della democrazia”. 1995.
“Io non mi siederò mai più ad un tavolo in cui ci sia il signor Bossi. Non sosterrò mai più un governo che conti su Bossi come sostegno. È una persona totalmente inaffidabile. Mi meraviglio come anche i mezzi di comunicazione, senza nessun senso critico, diano ospitalità a tutte le sue esternazioni che non hanno né capo né coda”. 1995.
“Bossi è un dissociato. Ti dice una cosa in faccia poi ne dichiara un’altra quando esce dalla porta”. 1995.
“Bossi rappresenta un pericolo reale per l’unità d’Italia, sparge i semi dell’odio etnico”. 1996.
“Datemi pubblicamente del pirla se dovessi rifare accordi con Bossi”. 1998.
Anche in questo caso sappiamo com’è finita…
Può essere, allora, che ad essere incoerenti siamo tutti noi?