Missing

La prima volta pare sia stata dieci anni fa, durante la trasmissione “Il raggio verde”, Michele Santoro conduttore. Ma il boom è arrivo nell’ultimo anno e mezzo.
Mi riferisco ai sempre più frequenti interventi in audiovideo di Silvio Berlusconi.
Dopo “Il raggio verde” per un po’ si era calmato, forse aveva altro da fare oppure controllava meglio l’informazione.
Poi si è rifatto vivo il 19 novembre 2008 a “Ballarò” per rispondere ad Antonio Di Pietro che gli aveva dato del “corruttore”.
Un anno dopo, il 7 ottobre 2009, nel salotto amico di “Porta a porta”, un’altra telefonata che è passata alla storia, quella in cui diceva a Rosy Bindi che era “più bella che intelligente”.
Passa una settimana e i giornali parlano di una sua telefonata ad “Anno Zero”, negata però dall’interessato, non accettata per questioni di tempi.
Berlusconi però non si perde d’animo e il 28 ottobre chiama ancora un volta “Ballarò” per polemizzare, ancora una volta, con Rosy Bindi. Se sempre lo stesso è l’oggetto dei suoi strali, lo stesso è anche il finale: mette giù il telefono prima che il conduttore possa rivolgergli qualche domanda.
Per il successivo intervento, sempre che non me ne sia perso qualcuno per strada, bisogna aspettare un altro anno, il 23 novembre 2010, ancora una volta “Ballarò”. Si parla dei rifiuti a Napoli e il “Governo del fare” non sta facendo una bella figura. Berlusconi chiama per prendersela direttamente con la trasmissione e il suo conduttore (“Siete dei mistificatori”). L’epilogo, neanche a dirlo, è sempre quello.
Il 16 gennaio 2011 arriva poi il mitico videomessaggio registrato nel quale Berlusconi, oltre a lanciare i soliti strali, ci confessa di avere una fidanzata. Chi sia, mistero. D’altra parte, come fai a chiedere maggiori dettagli a un dvd?
Due giorni dopo prova ad intervenire a “Ballarò”, ma Floris questa volta non passa la telefonata (“Se vuole parlare, che venga in studio. Sarà il benvenuto”).
Berlusconi si rifà l’indomani con un altro videomessaggio ai Promotori della Libertà.
Il 24 gennaio 2011 c’è l’ormai famosa telefonata a “L’Infedele”, il 28 l’ennesimo videomessaggio ai suoi Promotori.
Stamattina, infine, una lettera, pubblicata in prima pagina, al Corriere della Sera.
Insomma, un Cavaliere sempre più presente sulla scena politicomediatica ma, novello Bin Laden, mai in carne ed ossa.
Che il Governo non ci sia più da un bel po’, si sia come volatilizzato, è cosa risaputa. Dobbiamo sospettare che la stessa cosa sia successa anche al nostro Presidente del Consiglio?
