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Una birra con Ciccio / 4

Ragusarugby, 21 ottobre 2015

 
Due chiacchiere sui campionati di B e C con l’esperto di rugby (e di birre), Ciccio SchininÀ.

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Ciccio, questa è la quarta birra stagionale ma, finalmente, speriamo, la prima di spessore. Cominciamo però con un argomento futile: com’è stato andare in trasferta sapendo che non tornerai a casa sicuramente battuto? Per chi non lo sapesse, nelle ultime due stagioni il Padua fuori casa ha vinto solo una volta…
Ti sembrerò pazzo, o più semplicemente ipocrita, ma io non sono mai salito sull’aereo, o sul pullman, convinto di perdere. Piuttosto, ora mi hai fatto innervosire e potrei diventare violento.

Allora iniziamo con le cose serie così forse ti calmi. Andiamo in ordine di importanza. In serie B ci sono state sorprese e conferme. Ti dico alcuni risultati e tu mi dici se si tratta di sorpresa o conferma, spiegandomi anche il perché. Colleferro vince ad Avezzano.
Mi aspettavo una vittoria del Colleferro, proporzionata alle ambizioni di stagione. Mi hanno un po’ stupito i soli tre punti di scarto. Però Avezzano è una città sanguigna, dove rugby, passione e socialità sono un unico fattore. Tutta la città si è stretta attorno al nuovo progetto e i tanti rientri lo dimostrano. In bocca al lupo a entrambe. Sono due società che, lo sai bene, adoro.

La Capitolina perde di brutto in casa con Civitavecchia.
Risultato scontato, me lo aspettavo. Civitavecchia è un carro armato.

Frascati non si presenta in campo.
Non voglio entrare nel merito della questione, mi limito a dirti che io, che sono nessuno, sapevo da mesi che Frascati non avrebbe fatto la B. Possibile che nessuno sapesse niente? Non era possibile evitare un girone monco? Non si poteva, nei giusti tempi, andare al ripescaggio di un’altra società e dare così possibilità a chi ne aveva diritto (ad esempio il Nissa) di confrontarsi con la B? E non dimentichiamo la possibilità di giocare negata ai ragazzi di Frascati e ai tifosi. I responsabili devono pagare.

Il derby catanese vinto con un risultato non nettissimo dall’Amatori.
Questo è un risultato che ci dice quanto, probabilmente, il precampionato non conti nulla. Avevamo visto un Cus non entusiasmante e invece nel derby i ragazzi del duo Leonardi-Todaro hanno sfoderato una prestazione maiuscola. Dall’altra parte l’Amatori ha fatto tanti, troppi errori...ma ha vinto ugualmente con cinismo e tecnica e questi sono i tratti caratteristici di una grande squadra.

Ciccio, ci siamo lasciati prendere la mano dal rugby giocato nonostante ci sia un argomento che è mooolto più importante: la birra. Che cosa mi stai facendo bere?
Oggi ho scelto una birra che calza a pennello con i Mondiali di Rugby: Emisfero Sud, una Pacific Amber Ale beverinissima (4,5°) caratterizzata dall’utilizzo di luppoli neozelandesi, una birra che comunque richiama gli stili morbidi europei (le Amber Ale sono sostanzialmente birre Pale Ale realizzate con una percentuale di malti tostati e caramellati che danno il classico colore “ambrato”) ma con una luppolatura decisamente insolita. Davanti alle semifinali potremmo finirne tanta tanta.

Scendiamo di un gradino. Parliamo del tuo Padua. I ragusani hanno vinto, senza però giocare bene. Che significa?
Significa che ogni partita sarà una rogna perché tutti i nostri avversari con noi daranno l’anima. Quindi, se non cambiamo approccio alle partite, avremo delle difficoltà. La qualità da sola non basta, ci vuole altro e i ragazzi lo sanno e sono certo lo vedremo prestissimo.

Negli altri due incontri, vittorie casalinghe. Tutto secondo pronostico?
Direi di sì. Un po’ più incerto era il risultato di Audax-Clan Messin, soprattutto alla luce della scorsa stagione, e invece i ragusani hanno vinto senza troppe paturnie. Interessante la prestazione del Syrako che fino al 62esimo ha tenuto il Nissa sul 7 a 0. Poi il maggiore tasso tecnico è venuto fuori come è normale che sia.

Adesso parliamo di rispetto. Domenica, al San Teodoro di Librino, sono accaduti alcuni episodi non molto edificanti. Una tua opinione.
Io credo che il nostro sport abbia sempre più bisogno di figure professionali in ogni settore, da quello meramente tecnico a quello della comunicazione e quant’altro. Quando un professionista si mette al servizio del rugby, ne diffonde i contenuti collocandosi in un sempre più ampio spazio mediatico, si ottiene un risultato di cui il rugby tutto, dal genitore all’arbitro, dovrebbe essere entusiasta. Chi immotivatamente e per personale ego ai limiti della perversione (non trovo parole più edulcorate) blocca questo processo è semplicemente un nemico del rugby. Non averti dato la possibilità di svolgere il tuo lavoro, cacciandoti all’inizio della partita delle Under18 e poi non consentendoti di seguire a bordocampo quella delle Senior è un gesto che non si può commentare. Anche perché non c’era nessuna ragione per cacciarti. A meno che la ragione non stia nelle parole dell’arbitro: “Perché lo dico io!”.

Bene, fermiamoci qui. Perché? Posso dirti “Perché lo dico io”?